Articolo del 25/02/13 (dal sito Orizzontescuola)

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Articolo del 25/02/13 (dal sito Orizzontescuola)

Messaggioda Info-Scuole.it » 25/02/2013, 20:42

(dal sito Orizzontescuola)

Supplenze: in arrivo i pagamenti. Ma le scuole devono aver inserito correttamente i dati

Lalla - Un articolo apparso su "Il fatto quotidiano" grazie ad un titolo ad effetto "75 mila senza stipendio da 3 mesi" fa il giro del web, suscitando molte ansie. Ma cerchiamo di rendere conto di qual è la reale situazione per i docenti in attesa dello stipendio da mesi.

Bisogna innanzitutto dire che la problematica più rilevante riguarda i docenti che svolgono supplenze brevi, e non le supplenze annuali.

Per le prime infatti dal 1° gennaio 2013 il sistema di pagamento, prima affidato alle singole scuole, è stato modificato con la procedura del Cedolino Unico, alla quale sono assoggettati tutti i dipendenti pubblici. Nulla di straordinario, prassi amministrativa, se il sistema non fosse entrato in tilt nel periodo di passaggio dicembre 2012 - gennaio 2013, mettendo a repentaglio la retribuzione di quei due mesi, a cui adesso si è unito febbraio.

Il Ministero per la verità si è accorto in ritardo delle difficoltà in atto e solo il 21 gennaio 2013 ha dato nuove disposizioni alle scuole per gestire la fase transitoria. Senonchè il tutto si è complicato per il blocco del sistema informatico almeno fino al 5 - 6 febbraio.

Pertanto, è saltata la data utile affinchè le segreterie potessero compilare il modello che consente la retribuzione dei docenti impegnati in supplenze brevi. La soluzione è stata quella di disporre due emissioni speciali, una per il 12 febbraio, l'altra per il 18.

Tuttavia, i docenti sono rimasti ancora una volta delusi perchè si aspettavano che all'emissione speciale corrispondesse immediatamente l'accredito sul conto, e così non è stato. Dall'emissione speciale infatti decorre qualche giorno prima di poter ricevere il pagamento, e infatti nel nostro forum arrivano le prime testimonianze dei docenti che hanno visualizzato l'accredito.

Questo naturalmente è possibile se le scuole hanno agito correttamente, cioè se hanno inserito i dati entro il termine ultimo del 16 febbraio (il sistema è stato eccezionalmente rimasto aperto anche di sabato per permettere alle segeterie scolastiche di operare). Questo perchè il sistema informatico - ci informa la FLC CGIL - è stato strutturato in modo che la comunicazione su NoiPA, vale a dire l'apertura delle funzioni per caricare gli importi a cedolino unico, possa avvenire solo dal 26 del mese successivo alla maturazione della liquidazione spettante.

Se invece le scuole non hanno agito correttamente entro il 16 febbraio la data di pagamento potrà slittare al mese prossimo, il 22 marzo.

I sindacati Anief e FLC CGIlL sono quelli che in misura maggiore hanno seguito la vicenda.

L'Anief mette a disposizione a partire dal 24 febbraio un modello di diffida e messa in mora. La FLC CGIL dovrebbe avere in settimana un incontro al Ministero.

Il futuro è però segnato da due problematiche, ossia rendere più efficiente Noi PA, con una gestione adeguata al carico da affrontare, ed evitare che gli stipendi possano essere pagati due mesi dopo la prestazione lavorativa.

Ci si rende conto infatti che anche a regime il pericolo di riscuotere il pagamento due mesi dopo la prestazione potrebbe essere reale poichè - ci informa la FLC CGIL - il sistema informatico è stato strutturato in modo che la comunicazione su NoiPA vale a dire l'apertura delle funzioni per caricare gli importi a cedolino unico, possa avvenire solo dal 26 del mese successivo alla maturazione della liquidazione spettante.

Inoltre il MEF controllerà la stima del fabbisogno finanziario di ogni scuola e provvederà periodicamente ad assegnare la somma. Nel caso in cui i contratti stipulati ed inseriti al SIDI prevedano una spesa molto alta in rapporto alle dimensioni della scuola potranno essere disposti controlli a cura di questo Ministero, ai sensi dell'ultimo periodo dell'articolo 7 comma 38 del decreto legge 95/2012, eventualmente anche avvalendosi dei revisori dei conti.

Una volta al mese e comunque al termine di ogni contratto le scuole dovranno comunicare a NoiPA la liquidazione, cioè il calcolo di quanto effettivamente spettante in funzione del servizio prestato dal singolo supplente breve e saltuario, al netto delle eventuali riduzioni e trattenute per assenze ed al lordo dei ratei di tredicesima maturati.

Le testimonianze su Orizzonte Scuola: http://www.orizzontescuolaforum.net/t54 ... enze-brevi
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Re: Articolo del 25/02/13 (dal sito de Il Fatto Quotidiano)

Messaggioda Info-Scuole.it » 01/03/2013, 12:13

(dal sito de Il Fatto Quotidiano)
Precari della scuola, in 75mila senza stipendio da tre mesi. E scatta la protesta

"Buco nel sistema informatico". E' questa l'ultima offesa ai supplenti della scuola italiana. I più stremati sono quei 25mila che hanno firmato un contratto annuale. Altri hanno lavorato per molte meno ore, anche solo per un giorno. Un denominatore comune: nessuno di loro ha ricevuto un solo euro
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 25 febbraio 2013

Soldi per tutti, non per la scuola. Un esercito di professori, amministrativi e ausiliari rischia di non arrivare alla fine del mese. Sono i 75mila supplenti della scuola pubblica chiamati in massa a sostituire quelli di ruolo per mettere una pezza al colabrodo dell’insegnamento. E poi ripagati con un clamoroso schiaffo: lo stipendio zero. Alcuni non lo ricevono da tre mesi, molti non sanno neppure quando la prima busta paga del 2013 arriverà. I più stremati sono quei 25mila che hanno firmato un contratto annuale, altri hanno lavorato per molte meno ore, anche solo per un giorno. E tuttavia non hanno ricevuto un euro. Quasi diecimila non percepiscono lo stipendio da dicembre o addirittura da novembre. E non sono i soli. Perché sull’altare sacrificale dei tagli, oltre ai docenti precari, sale anche il personale Ata, segretari e bidelli. La denuncia arriva dalla Fcl Cgil, che per il 27 febbraio ha organizzato un incontro con il Miur. Il bubbone è esploso in un momento delicatissimo, alla chiusura della campagna elettorale che vede tutti i partiti a riempirsi la bocca di impegni e promesse. I sindacati puntano il dito contro i ministri dell’Istruzione e del Tesoro “indifferenti e incapaci di difendere la scuola”, attacca Annamaria Santoro, segretaria nazionale Fcl Cgil.

Ma cosa è successo? Dietro la vicenda ci sono le buone intenzioni e il pessimo risultato di una piccola rivoluzione, le nuove disposizioni in materia di pagamento delle supplenze saltuarie nelle scuole che hanno finito per dilatare i ritardi nei compensi degli insegnanti, amministrativi e collaboratori scolastici. Fino al 31 dicembre 2012 le supplenze brevi erano a carico dei singoli istituti. La spending review dello scorso luglio ha deciso invece che, dal primo gennaio 2013, ad occuparsi dei pagamenti sarebbe stato il Ministero dell’Economia. L’intenzione del provvedimento era quella di sgravare le scuole dagli oneri e liberare i presidi sempre costretti a far slittare gli stipendi in attesa di nuove risorse. L’accentramento delle competenze che avrebbe dovuto snellire le procedure ha invece provocato tutt’altro: il sistema informatico che dovrebbe gestire i pagamenti stenta a partire e anche i soldi di gennaio restano al palo: l’ennesimo schiaffo ai lavoratori della scuola. L’alleggerimento, nella pratica, è stato infatti totale e a senso unico: a sei mesi di distanza, regna il caos organizzativo mentre le scuole e gli insegnanti fanno la fame. “Il punto è che in sede di previsione i tecnici hanno sottostimato la spesa per le supplenze – spiega Santoro – tanto che sono già andati esauriti i 196 milioni di euro stanziati nel 2013 e i 37 milioni di euro come saldo di dicembre 2012. Alcuni istituti hanno anticipato con la cassa il pagamento del mese di dicembre”.

Oltre al danno, si aggiunta la beffa dei rimborsi. Il Miur aveva promesso che il 12 febbraio ci sarebbe stata un’emissione “speciale”. Ossigeno per chi è arrivato a non respirare, non pagare la benzina, risparmiare sul cibo in attesa del bonifico. Poi è saltata e l’erogazione è stata rimandata al lunedì successivo. Entro le ore 18 di quel giorno le scuole avrebbero dovuto caricare online i dati del singolo supplente. Ma un ulteriore incidente ha fatto saltare l’appuntamento: diecimila istituti nelle stesse ore hanno fatto l’accesso allo stesso server e il sistema informatico è andato subito in tilt. Interruzioni, malfunzionamenti. Alla fine non si sa più chi è stato pagato e chi no.

Per le vittime della vicenda kafkiana non c’è via d’uscita. Prendere contatti con il Miur è un’impresa, ottenere risposte impossibile. Lo racconta una maestra, ovviamente temporanea, di Milano, sul piede di guerra: “Ho chiamato il ministero, mi hanno detto di inviargli una mail, l’ho fatto e come me tanti altri, ma nessuno ha ricevuto risposte”. Poi, l’ennesimo ritardo. Alle ore 15 del 18 febbraio arriva una mail collettiva a tutte scuole italiane in cui si avvisa di inserire anche i rimborsi di novembre, dicembre e la tredicesima. Non tutte le scuole però si accorgono per tempo e perdono il turno. “I miei risparmi sono all’osso – conclude l’insegnante -. Ho aspettato, ora non ce la faccio più”. In teoria dovrebbe percepire un salario da 1290 euro mensili, ma non sa ancora se la sua richiesta di rimborso sia andata a buon fine e tantomeno quando vedrà arrivare il prossimo stipendio. Testimonianze analoghe arrivano anche da due direttori scolastici, uno di Fiorenzuola, nel piacentino, l’altro di Rozzano, alle porte di Milano: “Nessuno ci ha aggiornato sul nuovo sistema, abbiamo mille difficoltà”.

di Chiara Daina e Thomas Mackinson
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